Centro Studi MusicoTerapia 
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La musicoterapia presenta complessi problemi di definizione che derivano in parte dalla sua natura interdisciplinare e in parte dalla crescita di applicazioni che si è registrata negli ultimi decenni nei più vari ambiti terapeutici; non a caso nei paesi con maggior tradizione si parla di "musicoterapie" risultando difficile contenere nel tradizionale "musicoterapia" tutta la varietà di esperienze riferibili alla materia.
La World Federation of Music Therapy, pur lasciando irrisolti cruciali interrogativi, ha proposto la seguente definizione:
" La Musicoterapia è l'uso della musica e/o dei suoi elementi (suono, ritmo, melodia, armonia) per opera di un musicoterapista qualificato, in rapporto individuale o di gruppo, all'interno di un processo definito per facilitare e promuovere la comunicazione, le relazioni, l'apprendimento, la mobilizzazione, l'espressione, l'organizzazione e altri obiettivi terapeutici degni di rilievo, nella prospettiva di assolvere i bisogni fisici, emotivi, mentali, sociali e cognitivi. La musicoterapia, come scopi, si pone di sviluppare potenziali e/o riabilitare funzioni dell'individuo, attraverso la prevenzione, la riabilitazione o la terapia, in modo che egli possa ottenere una migliore integrazione sul piano interpersonale e, conseguentemente, una migliore qualità della vita".
Si tratta delle discipline che studiano gli effetti terapeutici della musica sia sotto il profilo della fruizione passiva che della pratica attiva, in campo clinico, educativo e sociale, che approfondiscono le problematiche del linguaggio musicale, degli strumenti di produzione e dei mezzi di utilizzo della musica.
La finalità della musicoterapia è intervenire attivamente nella relazione d’aiuto, promuovendo processi espressivi-comunicativi-relazionari, attivando la loro mentalizzazione, facilitando l'integrazione degli aspetti psicocorporei, attivando e regolando la dimensione emotiva soggettiva.
“Poiché non esiste niente di così insensibile, duro e rabbioso
 cui la musica non possa cambiare indole"
W. Shakespeare, Il mercante di Venezia, atto V, scena I